Sulla indennità giudiziaria
Non può che definirsi tortuoso l’iter di approvazione della modifica della legge 15 febbraio 1991 n. 27 diretta a superare una discriminazione ingiusta derivante dalla mancata corresponsione della indennità giudiziaria ai magistrati in astensione obbligatoria per maternità.
L’articolato, inserito nella prossima finanziaria, è stato
inopinatamente stralciato in sede parlamentare per mancanza di fondi, con ciò colpendo ancora una volta la
magistratura nel suo complesso ed in particolare le donne magistrato nel loro
pieno diritto alla maternità. Basti pensare che il riconoscimento
dell’indennità graverebbe sul bilancio complessivo dello Stato in misura
assolutamente irrisoria, se si considera che annualmente le donne magistrato in
astensione obbligatoria per maternità sono all’incirca nel numero di 170-180
unità.
Ma è recente la notizia, confermata anche dal ministro Castelli, che la modifica è stata nuovamente introdotta e ciò grazie alla battaglia portata avanti dal Ministro per le Pari Opportunità on. Stefania Prestigiacomo, da sempre sensibile ai problemi delle donne magistrato ed alla quale va il nostro apprezzamento per l’impegno profuso nel riconoscimento dell’indennità, che ci auguriamo sarà definitivamente reinserito nella legge finanziaria.