Autoriforma della giustizia

Esperienze organizzative e best practices a confronto

Roma, 27 giugno 2011

Introduzione

Ernesto LUPO – Primo Presidente della Corte di Cassazione

OggettoLa  sempre  più  forte  concorrenzialità  tra  gli  ordinamenti  degli  Stati   membri  della  UE  rende  urgente   una   riforma  della  giustizia,  che  affronti    i  problemi  strutturali  ed  organizzativi  che  in  Italia   ostacolano  il   processo  di  modernizzazione del sistema.

E’  ormai  diffusa la consapevolezza del carattere strategico della giustizia  per  lo  sviluppo sociale ed  economico  di una società avanzata, in quanto una buona risposta alla domanda di giustizia non riguarda solo  la frontiera delle garanzie dei diritti del cittadino, ma coinvolge la crescita   economica  e il   benessere sociale di un Paese. 

In  questa  prospettiva  si pongono  i  progetti   organizzativi  che  si  stanno   sperimentando   presso  alcuni  uffici  giudiziari, nell’ambito  di  progetti  europei  o    in  attuazione  di autonome   iniziative,  al  fine di    migliorare   la  qualità  del servizio,  attraverso una   razionalizzazione dei processi operativi e la ottimizzazione dell’uso delle risorse.

La progressiva diminuzione delle risorse umane e materiali  e  la  crescente   domanda  di  giustizia  richiedono, infatti,   scelte urgenti  e  non  più  rinviabili   di  nuovi  modelli  organizzativi,  per  la  cui  realizzazione  sarà  comunque  necessaria  una   rinnovata  e  più  consapevole  assunzione  di  responsabilità  da  parte  di tutti  gli operatori del settore.

E’  solo  l’inizio   di  un  processo  di autoriforma  che  richiederà  un   forte  impegno  da parte degli  operatori della  giustizia, per  rinnovare modelli  culturali  ed  operativi  non  più  compatibili  con  la complessità  del  sistema, con una  domanda sempre crescente  e con  il  principio della  ragionevole  durata del processo.

Semplificazione delle  procedure,  raccolta   delle  buone  prassi  per  consentirne  l’applicazione  presso  altri   uffici,  miglioramento  dei  processi  operativi,  rendendoli più  funzionali attraverso  l’uso delle   nuove  tecnologie,  più  trasparenti   attraverso   la  diffusione delle   informazioni e più  affidabili  attraverso  la predeterminazione  degli obiettivi,  sono  alcune  delle  tappe   di  questo  nuovo  percorso   appena  intrapreso   che   lascia  intravedere   risultati   fortemente  positivi,  anche  in  termini  di  riduzione dei  costi  dell’amministrazione della  giustizia  per  effetto  di    una  maggiore  responsabilizzazione degli  uffici  giudiziari  nella  gestione   delle  risorse  pubbliche.    

Questo  è  il  tema   che   abbiamo  inteso  porre  al  centro   del   dibattito, in  cui  la  pluralità  delle  voci a  confronto,  oltre  a  costituire   una  irrinunciabile   modalità  di approccio alla problematica,  vuole anche  rendere  testimonianza    del  nuovo  che  si  sta   costruendo in  alcuni uffici  giudiziari,   con  il  sostegno  convinto   di  una  dirigenza declinata anche al  femminile che   ha  compreso   l’urgenza  e  la  necessità  di  intervenire  sul  piano  organizzativo,  dimostrando prontezza  e   capacità  di analisi,  apertura  al  confronto,   flessibilità  e  concretezza  nelle   soluzioni.

 


 

Tavola rotonda

Graziana CAMPANATO    (Presid. Corte d'Appello di Brescia)

relazione

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Giuseppina CASELLA (Componente del CSM)

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Grazia CORRADINI (Presid. Corte d'Appello di Cagliari)

relazione

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Giovanna DI ROSA (Componente del CSM)

relazione

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Aniello NAPPI  

(Componente del CSM)

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Andrea PASQUALIN  

(Cons. dell' Ordine degli Avvocati di Roma)

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Giuseppe PIGNATONE (Proc. della Repubblica di Reggio Calabria)

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Livia POMODORO  (Presidente del Tribunale di Milano)

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Manuela ROMEI PASETTI   

(Presidente della Corte d'Appello di Venezia)

relazione - allegato 1

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Mauro SALVATO      (Docente dell'Università di Padova)

relazione

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Dibattito

Coordina Gabriella LUCCIOLI

(Presidente di sezione della Corte di Cassazione)